martedì 7 luglio 2009

Consigli per gli acquisti: Tarawera, un vulcano in Nuova Zelanda


Quella che vi propongo oggi è una gita tra paesaggi affascinanti e inconsueti; un vulcano con un cratere dalla forma particolarissima e un lago di origine vulcanica. Lo scenario, freeware, è opera del neozelandese Tim Barnes (“Timmo”) e lo trovate qui 
Potete arrivare al vulcano decollando dall’aeroporto di Wakatane (NZWK) già trattato in un precedente post.
Allora, tanto cominciamo col situare il vulcano e il lago: siamo nell’isola più settentrionale delle due più grandi che compongono l’arcipelago della Nuova Zelanda.


Qui metto una foto vera del lago Tarawera e in secondo piano il vulcano omonimo

E qui una veduta quasi identica presa dalla cabina del nostro elicottero( a proposito, è uno Schweizer 300CB di cui parlerò più oltre)

Godiamoci il panorama di questo lago; in realtà si tratta di una serie di laghi vicini tra loro dai nomi esotici : Tarawera, Rotomahana.


Mentre ci stiamo avvicinando al vulcano, permettetemi di farvi notare che ho personalizzato la livrea del mio elicottero: eh, sì, un po’ invidioso dell’amico Vigilius, mi sono dato da fare anch’io; però ho fatto qualcosa di più…ma questo ve lo dirò alla fine.
Eccoci in vetta; il cratere di questo vulcano ha una forma particolare: non è, infatti a forma circolare o ellissoide ma è una lunga lunga fessura.

Ecco una foto del cratere vero

Il vulcano Tarawera eruttò nel 1886: in un paesaggio apocalittico il monte esplose improvvisamente: si aprì allora una grande fessura lunga 12 km, larga 200 m e profonda da 100 a 400 m che tagliò in due la montagna; da ventidue bocche eruttive scaturì la lava incandescente.
Le acque del Lago Rotomahana irruppero nella fessura, vennero vaporizzate, e, dopo una nuova immane esplosione, le ceneri e i lapilli ricoprirono tutta la regione per circa 16.000 km2. Parecchi villaggi dei Maori furono distrutti, 155 persone persero la vita.

A poca distanza dal lago, intravedo un’attività industriale (una cava di cemento?Una miniera?)

Scendo e osservo la cura usata nei dettagli

Vi avevo promesso, dulcis in fundo, qualche particolare sulla mia nuova livrea.
Eccolo. Quello alla guida sono io, anche se la foto del viso è risultata un po’ deformata…



Non è finita: lo sapete quale bizzarro sport si può fare giù dalle pendici del monte Tarawera? Lo ZORB ! Cos’è? Semplice: si tratta di lasciarsi rotolare giù dentro una grossa bolla di plastica…. Mah, contenti loro…




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3 commenti:

  1. Wowww Elio complimenti per la livrea ufficiale. Che bel posticino ci hai fatto visitare oggi, bravissiomo, scovi sempre delle chicche a dir poco eccezionali. Certo che lo zorb deve essere davvero bello da praticare. Ciao Elio alla prossima.

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  2. Caspita che luoghi incredibili che hai trovato, tutto bellissimo (a parte lo zorb che proprio mi sembra una cag...)

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  3. Salve prof, sono filippo della oramai 2°e volevo dirle inanzitutto che il blog resta sempre bellissimo e proprio per questo ho deciso di farne uno anche io, è ancora in fase di sperimentazione ma questo è il link: http://ilgiocodelrugby.blogspot.com/

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