lunedì 21 giugno 2010

Tuscany Tour - 6 - Alpi Apuane


Ho lasciato Pisa, ho proseguito in direzione NO verso La Spezia e, poco dopo Carrara, ho virato a Est e mi sono diretto verso l’interno: oggi andremo a visitare le Alpi Apuane




Sto sorvolando la città di Carrara, sotto di me lo stadio



Alle mie spalle, laggiù nella costa, l’abitato di Marina di Carrara




Bene, abbandonata la pianura, cominciamo ad inerpicarci su per le colline; sotto di me una cava per l’estrazione della ghiaia….ma in quanto ad estrazione di minerali, il bello deve ancora venire.





“...lo Carrarese che di sotto alberga, ebbe tra ' bianchi marmi la spelonca per sua dimora...” dice Dante nel ventesimo canto dell’Inferno; Carrara, infatti, è legata al marmo, sua ricchezza , sua storia e sua cultura. Conosciuto già dagli Etruschi e poi dai Romani, il marmo di Carrara è noto in tutto il mondo.

Le Alpi Apuane, (vedi qui) pur non essendo particolarmente alte, non raggiungono i 2000 metri, hanno una forma così aspra e soprattutto un colore chiarissimo (dovuto al carbonato di calcio) così simile alla neve, che hanno meritato l’appellativo di “Alpi in miniatura”  .





Che si tratta di marmo e non di neve, lo si vede avvicinandosi, quando risaltano le decine di strade scavate nella roccia, le cave, i blocchi tagliati







Si tratta veramente di uno spettacolo unico e me lo godo fino in fondo, rivolgendo un pensiero di ringraziamento agli autori di questo scenario.





Continuo il mio viaggio lungo le cave, sono centinaia, delle Alpi Apuane





Ma, a proposito, come fanno a tagliare il marmo? Come fanno a estrarre dalla montagna quei parallelepipedi di roccia candida che si possono vedere sui camion lungo le statali toscane?

Allora, inizialmente si cercavano delle fratture naturali nella roccia dove si inserivano dei cunei di legno, questi venivano bagnati, il legno si gonfiava e provocava il distacco del masso; i Romani perfezionarono questa tecnica introducendo cunei di ferro percossi ritmicamente; in seguito si provò con la polvere da sparo, che il più delle volte polverizzava tutto rendendo inutilizzabile il marmo, poi si utilizzarono le mine e le cose andarono un po’ meglio





Ma la scoperta rivoluzionaria fu il filo elicoidale: si tratta di un filo di acciaio di 4-6 mm di diametro, ottenuto dalla torsione ad elica di tre fili ; le scanalature così determinate hanno la funzione di trasportare e distribuire, lungo il taglio eseguito dal cavo, l'acqua e la sabbia silicea, originariamente proveniente dal lago di  Massaciuccoli, a noi ben noto, che servono all'azione abrasiva.

Attualmente il marmo viene tagliato utilizzando un filo diamantato.



Posted by Picasa

3 commenti:

  1. Certo che l'elicottero permette di vedere cose altrimenti impossibili...

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  2. Condivido appieno quello che dice Vigilius...anche per questo sto provando nel pilotaggio dell' Eli....,ma non mi torna molto Facile....Un salutone al mio Paesano...Maury

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  3. immagini davvero spettacolari... infatti non e' neve e molti che non lo sanno la confondono. L'hai visto il lago di Vagli? Hanno sommerso un intero paese per fare il lago artificiale e la leggenda dice che il campanile di una chiesa, ormai sommerso, suona di tanto in tanto ancora le campane. Sara' vero?

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